Life coaching - Percorsi di crescita

Sono un coach professionista e questo significa che ascolto molte storie di persone che cercano la felicità.
La frustrazione e l’alienazione dell’essere umano nelle società di questi anni ha imposto una riflessione che viene condotta su più fronti; da una parte il lato individuale dell’essere umano, con la sua soddisfazione personale che arriva fino alla felicità; dall’altro il senso economico del business, che chiede comunque il rispetto di standard di produttività e margini, che in genere mal si conciliano con i ritmi e la soddisfazione dell’essere umano; dall’altro ancora la tecnologia e come impatta sulla vita delle persone; infine le possibili soluzioni per mediare il tutto e salvaguardare sia il benessere sociale sia quello individuale.

 

Dal PIL al BIL: se il life coaching viene chiamato in causa

Da un punto di vista sociale, sono state fatte partire riflessioni su una diversa valorizzazione del benessere economico, che invece di essere focalizzate sul PIL, Prodotto Interno Lordo, arrivano a considerare il BIL, Benessere Interno Lordo. Ci si è spostati da un risultato solo numerico di maggiori utili nel tempo, alla quantificazione del maggior benessere guadagnato dai cittadini nel tempo e valorizzato con diverse sfaccettature: migliori trasporti, maggior spazio per l’accrescimento della propria cultura, maggiore e più facile accesso a servizi che possono andare incontro alle esigenze di giovani coppie con figli, come la disponibilità di nidi e scuole materne, disponibilità di teatri, cinema e musei nelle proprie città.

 

Coach, come faccio a essere felice?

Dal punto di vista individuale sono state condotte ricerche per capire come definiamo in questi anni la felicità e se le opinioni sono condizionate dai diversi livelli culturali delle società in cui vivono e dai diversi livelli di benessere economico. Il tutto per risolvere il seguente dilemma: quando si definiscono felici le persone che vivono nelle attuali società?

Ed è anche difficile allontanarsi dai condizionamenti sociali che abbiamo subito nella nostra vita e che neanche sappiamo quanto abbiano inciso su di noi.
Ti faccio una domanda.
Se ti chiedessi se ti ritrovi in questa frase di Stephen King, noto scrittore vivente statunitense:

“Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro”

sappi che se rispondi sì, significa che hai subito questo condizionamento dalla cultura della società, anche se fai fatica ad ammettere che sia vera.

 

Il tema più ricorrente del business e del life coach

Ti chiederai perché oggi affronto un tema così complesso, facendo peraltro un’introduzione così lunga.
Ebbene sì, nel mio lavoro di coach professionista, sempre più frequentemente è il tema da affrontare nelle sessioni di coaching con manager, imprenditori, insegnanti e consulenti.
Un tema ricorrente e sempre più assiduo che a volte parte da una richiesta di Business coaching del tipo “Lavoro troppo. Aiutami” ed altre volte da una richiesta di Life coaching “Non ho tempo per stare con i miei figli!”.

 

Un percorso di consapevolezza: la storia di Carlo

Oggi ti racconto di Carlo, un consulente aziendale che chiede aiuto con questa frase:

“Ho deciso che voglio cambiare la mia vita in meglio, ma a causa delle mie debolezze non so come farlo e da dove iniziare.”

Fargli sviscerare il termine usato “debolezze” è stato il primo ostacolo veramente duro da affrontare, anche perché è stato il primo modo di farlo entrare in contatto con il suo giudizio e con i suoi desideri. I sogni. Ciò che vorremmo. E a seguire ciò che ancora non è. Dove sei oggi e dove vorrai essere ed in quanto tempo.
Carlo è fantastico: parte dalla richiesta di aiuto con un atteggiamento del tipo:

“Va tutto bene nella mia vita, voglio solo migliorarla.”

Apparentemente una richiesta leggera di miglioramento, con una vita quindi di soddisfazione e appagata su tutti i fronti che poi, un po’ per volta nello sviluppo del racconto, assume altri contorni, altre sfumature ed altre colorature.
Per la prima volta sembro avere di fronte a me una persona che non è in una fase drammatica. Ho di fronte a me una persona che sta già bene e che vuole migliorare la sua vita.
E così veramente?
Abbastanza vero, anche se la situazione non è esattamente così.

 

La ricerca dell’armonia con il coaching

Abbiamo dovuto ragionare su diversi aspetti con Carlo, convinto ad esempio che l’essere umano nasca con un mandato preciso alla ricerca della felicità, determinato dal suo stesso cervello.
Non sa Carlo che le neuroscienze dicono altro. Non sa che il cervello umano non è strutturato per la felicità, ma viceversa per la sopravvivenza, aspetto molto diverso dalla felicità ed addirittura, a volte, perfino in contrasto.
E di conseguenza, non sa che la felicità è un impegno che noi umani dobbiamo prendere con noi stessi, ogni giorno, e che non è qualcosa che arriva in automatico. Tutt’altro!
Non sa neanche che la definizione di felicità è un tema che è stato sviscerato per andare a capire se le differenze culturali, tra paesi a diversi stadi di sviluppo economico, e le diverse disponibilità economiche delle persone potessero determinare connotazioni diverse della felicità. Per comprendere queste dinamiche, è stata condotta una ricerca su tanti paesi, coprendo tutti i continenti, ed il risultato è stato una risposta univoca.
Su tutti i paesi dei diversi continenti le persone dichiarano di essere felici quando si sentono in armonia con se stesse e non quando la disponibilità di denaro è alta.

E così parliamo del suo senso di armonia, del significato che questa parola assume per lui e di quali aspettative crea nel suo intimo.
Parliamo delle diverse aree che compongono la vita di un essere umano, in cui ampio spazio è preso dal lavoro. Sta a noi stessi fare in modo che non sia tutto lo spazio della nostra vita. Sta a noi fare in modo che ci sia spazio anche per la famiglia, il coniuge, i figli, il tempo libero, la nostra crescita personale, le relazioni sociali e la finanza che deve essere anche quella in equilibrio, altrimenti non potrai essere sereno ed in armonia con te stesso.

 

Migliorare gli aspetti della propria vita con il life coaching

È su questi aspetti, mano a mano che parliamo, che Carlo diventa più luminoso. Acquisisce un po’ per volta conferme a ciò che vuole diventare e acquista consapevolezza del come farlo.
Comprende che le definizioni sono individuali: ognuno ha la sua definizione.
Ed una volta fatto questo, analizziamo i passi da fare per modificare l’organizzazione della sua giornata, affinché ci sia spazio per altro, oltre il lavoro.
Piccole strategie di cambiamento che assicurino che ogni area della sua realizzazione abbia il giusto spazio, assicurando che questi cambiamenti non comportino carenze in nessuna di esse.
Così Carlo esce soddisfatto dal nostro incontro e ben contento di iniziare da subito a mettere in pratica quelle azioni di trasformazione della sua giornata individuate e che dovrà ora sperimentare se sono state dosate in modo appropriato o se aggiustare il tiro in qualche modo.
Se ne va soddisfatto dichiarando:

“È l’armonia la chiave della mia vita e non lavoro, lavoro, lavoro”.

È questo che possiamo fare anche con te, se ritieni opportuno migliorare qualche aspetto della tua vita: dare significato ai termini soddisfazione, armonia, felicità.
Valutare quali sono le attività che a te danno soddisfazione e quali no.
Individuare quali aree della tua vita sono in armonia e su quali modificare l’equilibrio, in quale direzione cambiare, ed infine riflettere insieme sulle strategie da apportare per raggiungere quell’armonia giusta per te e con cui dare ampio significato alla tua vita.
E ricorda: è l’armonia la chiave della tua felicità, che non arriva per caso. È il tuo impegno, verso te stesso, ogni giorno!
E mano a mano che tu sarai più felice, tutti gli altri intorno a te ne avranno vantaggio.
Scrivimi a info@lauramarinelli.it se vuoi raggiungere un diverso equilibrio tra vita e lavoro.

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