Come organizzare riunioni difficili

Devo dire ai miei che riduco l’orario di lavoro. Mi aiuti a organizzare la riunione?
Quando sappiamo di dover comunicare notizie che possono danneggiare gli altri, ci possiamo sentire pressati dal senso di colpa e dalla responsabilità delle decisioni gravose.
Come ti senti quando capita a te?
Riesci a distaccarti emotivamente da queste situazioni o la pesantezza della scelta trascina in basso anche te?

 

Dalla gestione di un fallimento alla conduzione aziendale

Bianca è una donna imprenditrice di mezza età. Ha una piccola azienda ora, una start-up nel settore alimentare con un interessante ed aggressivo progetto di sviluppo.
Ha molta esperienza Bianca, che viene da una famiglia imprenditoriale importante e che ha dovuto gestire il fallimento di un’azienda di tremila dipendenti.
Non si è fatta abbattere, Bianca, e a distanza di pochi anni dalla chiusura della multinazionale, ha avviato la nuova azienda a cui si è dedicata molto, facendo lei, in prima persona, un po’ di tutto finché la struttura era di dimensioni micro.

Ora ha diversi dipendenti, ma la situazione pandemica obbliga anche lei e la sua azienda ad una politica di stop and go, cioè ad andamenti altalenanti tra tempi pieni e tempi ridotti, obbligati da lockdown e misure preventive sanitarie, che limitano fortemente il business con chiusure e riduzioni di orari di aperture dei locali al pubblico.

 

L’annuncio del nuovo lock-down: gestione dello stress

Ci siamo: è annunciato il nuovo lockdown. Obbligatorie le chiusure alle 18.00 di quei locali che vendono i prodotti dell’azienda di Bianca.
Diventa obbligata la riduzione dell’orario di lavoro per i dipendenti della sua azienda, provocata dalla contrazione di ordini e dunque di vendite che certamente ci sarà.
Bianca non sa come annunciare questa nuova situazione di emergenza, che non è certo nuova.
Sembrava che dopo il primo giro tutto fosse rientrato nella normalità con la pausa estiva di questo anno ed invece arriva il secondo giro di misure restrittive per tutti e dunque anche per le aziende.

È vero, il Governo ha previsto misure a tutela delle aziende, ad esempio la cassa integrazione fino a marzo, ma Bianca sa che quando i suoi dipendenti subiranno la contrazione dell’orario di lavoro sarà già un danno e figurarsi la cassa integrazione.
È dispiaciuta Bianca, sapendo di mettere in difficoltà persone a cui è legata e a cui non vorrebbe nuocere in alcun modo.

 

Quando procrastinare vuol dire aggiungere danno al danno

Pensa per settimane a diverse soluzioni per evitare le riduzioni d’orario, ma tutti i suoi tentativi si bloccano sull’annuncio delle ultime misure restrittive del Governo.
Non c’è soluzione per ora. Bisogna assolutamente procedere con le riduzioni degli orari di lavoro, almeno ad alcuni soggetti, ed avviare le procedure per la cassa integrazione.

Non ha proprio voglia di organizzare la riunione per annunciare il piano, ma non c’è alternativa. Tutto il paese è in contrazione e Bianca sa di non poter tergiversare, perché la sua lentezza nel prendere decisioni costerebbe parecchio, economicamente, alla sua azienda. E non si possono sommare danni a danni.

Non vorrebbe proprio procedere con questa comunicazione: sa che ci sono le famiglie dietro ai dipendenti; ci sono i figli, i mutui, gli affitti e c’è la vita di queste persone che non può essere organizzata su stipendi troppo bassi. Ognuno ha i suoi impegni ed i suoi problemi economici da gestire.
Le viene da piangere, conoscendo le situazioni difficili di alcuni dei dipendenti e le si incrina la voce quando me ne parla.

Non sa come annunciare queste misure, Bianca, che vorrebbe essere parte del benessere di queste famiglie e che sa che così, invece, diventa parte dei loro problemi.

 

Come organizzare una riunione difficile con i propri dipendenti

Parliamo di come organizzare la riunione, come presentare la situazione e come cercare di non drammatizzarla. Racconta dei suoi dipendenti, Bianca, di quanto si impegnano, di chi è in difficoltà in qualche situazione. Racconta dei piani che aveva, dei progetti di sviluppo che subiscono i rallentamenti dettati dalla situazione contingente.
Parlare l’aiuta a scaricare tensione, a mettere a fuoco alcune situazioni non del tutto chiare e ad identificare le migliori strategie per parlare ai dipendenti.

Un po’ per volta si rasserena e si tranquillizza. Capisce che non tutto dipende da lei. Ci sono eventi che ci arrivano addosso e su cui possiamo fare ben poco.
Un po’ per volta torna ad essere fiduciosa: tutto il paese è in questa situazione, che durerà – si spera – per qualche mese soltanto.
Diventa consapevole della propria impossibilità di fronte ad eventi superiori e torna ad essere fiduciosa sulla propria capacità di ripensare l’organizzazione dei processi, dei ruoli, delle funzioni e sui nuovi progetti, a cui vuole lavorare nel periodo di minore produzione.

È molto più serena Bianca ora ed affronta la riunione con la spontaneità e l’immediatezza di chi ha studiato una situazione da tutti gli angoli di visuale, inclusi i propri!

Life coach - Affrontare il padre

Come reagiamo alle aspettative altrui? Siamo in grado di affermare chi siamo e cosa vogliamo o subiamo il volere degli altri?
E come reagiamo quando in ballo c’è il confronto padre-figlio?

Amedeo è figlio di un imprenditore. È da un po’ in azienda con un ruolo operativo. Sembra andare tutto bene: il padre è soddisfatto, anche il figlio appare in linea con le aspettative della famiglia e dell’azienda.

Poi, improvviso, il cambio di direzione. Amedeo ha capito che non è questa la sua strada. Ha realizzato che le sue passioni artistiche sono ciò che vuole fare nella sua vita.
Realizza questo poco prima che il padre dica al figlio che, visto che sta andando tutto per il meglio, vuole lasciare il posto di comando e trasferire tutto al figlio. Il padre vuole mettersi in seconda  linea e far mettere in prima proprio il figlio.

 

Il tarlo del dubbio: quando la passione bussa alla porta

Amedeo è disperato. Ha lavorato seriamente in questi anni in azienda, ha ottenuto i risultati desiderati eppure … il tarlo del dubbio lo assilla.
Dipingere è la strada. È ciò che lo appassiona veramente. È il motore del suo pensiero e della sua azione in ogni momento del giorno, non appena il lavoro gli lascia tempo, spazio ed energia per la sua creatività.

La consapevolezza è giunta. Gli è chiaro, ora, ciò che vuole fare ma … come dirlo al padre?
Come fargli capire che ciò che lui vuole non è ciò che si aspetta il padre?

Ha timore di deluderlo. Ha paura che il padre reagisca male e teme anche che questo possa far reagire anche la madre, che tanto ha fatto per costruire armonia, quando i rapporti tra i due non erano così sereni nell’adolescenza del figlio.

E poi, chi prenderà le redini dell’azienda familiare in assenza di altri eredi?
La sua scelta obbligherà il padre a rimanere operativo in azienda, quando invece desidera tirarsi indietro?

 

Il confronto con le figure più importanti della vita: i genitori

Non sa proprio come fare: da una parte c’è lui con la sua vita, i suoi sogni e le sue aspettative. Dall’altra c’è la sua famiglia, ma anche l’azienda di famiglia. Ognuno chiede qualcosa e Amedeo non sa come uscire da questa situazione. Ha paura di incrinare i rapporti. Ha paura di deludere. Teme reazioni forti, offese e umiliazioni delle reazioni aggressive ed autoritarie, che ha visto in passato.

È un percorso di confronto e di relazione con le figure più importanti della sua vita, i genitori, quello che prende il via.

 

Chiarire le proprie posizioni da adulto ad adulto

La soluzione arriva nei diversi colloqui che ha con il padre che, all’inizio annientato dalla notizia, poi si rende conto che non può imporre la sua soluzione al figlio.
Amedeo ed il padre riescono a parlarsi ed a chiarire le proprie posizioni da adulto ad adulto. Ognuno riesce a mettere da parte qualcosa di sé ed aprire il proprio cuore all’altro.

La scelta è complessa, ma ciò che aiuta è capirsi e chiarirsi.
Negli incontri che si susseguono si accettano l’un l’altro, con le diverse posizioni ed orientamenti. Insieme valutano come gestire questa situazione e trovano alcune alternative da percorrere e valutare.
Amedeo riconosce che parlare a suo padre è stato possibile ed in fondo più semplice di quanto potesse immaginare.

 

Quando affermare la propria personalità e le proprie aspettative sembra complesso

Quando affermare la propria personalità e le proprie aspettative ti appare troppo complesso, per la difficoltà del dire oppure per il timore reverenziale nei confronti di una figura importante della tua vita oppure per la paura delle reazioni o ancora perchè proprio non sai come avviare il discorso, allora possiamo prevedere un percorso di coaching dedicato a te.

È con il percorso di evoluzione specifico per te che ti allenerai al cosa dire – come dirlo – in funzione del tuo interlocutore, superando le tue paure e le insicurezze ed aumentando la tua consapevolezza nella gestione degli stati emotivi propri ed altrui, della comunicazione e della costruzione della relazione con ogni singolo interlocutore.

Scrivimi su info@lauramarinelli.it per un primo contatto. La strada la faremo insieme!

Lasciare l'azienda di famiglia

Cosa accade quando due generazioni si confrontano su questioni importanti come il futuro dei giovani e quello delle aziende familiari costruite dai genitori oppure della sopravvivenza stessa delle aziende?

Lasciare l’azienda ai figli: le paure

Il titolo non è messo lì a caso. È proprio la dichiarazione che mi ha fatto Lucio, fondatore di un’impresa oggi di successo, e che per arrivare a questa situazione ha avuto tante traversie e difficoltà.
È un uomo che si è fatto da solo, con i genitori e gli amici che, da giovane quando ha fondato la sua azienda, gli dicevano:

“Ma chi te lo fa fare?”

Visto che all’epoca potevi facilmente fare il dipendente.

La sua tenacia, la sua determinazione, la sua costanza lo hanno fatto partire e portare la sua azienda ad una posizione di prestigio a livello nazionale.
Ha i due figli in azienda già da parecchi anni. Ognuno ha il suo ruolo apicale e tutti e tre fanno parte del consiglio d’amministrazione. Ora Lucio inizia a pensare di lasciare totalmente le redini dell’azienda in mano ai figli, ma non è tranquillo. Anzi, ha proprio paura.
Di cosa? Li vede poco collaborativi, anzi quasi in competizione tra loro, in una gara a chi può prendersi prima il riconoscimento del padre.
Lucio è dilaniato. Vuole bene ad ambedue i figli, eppure gli si spezza il cuore nel vederli nervosi, irrequieti, sempre insoddisfatti ed agitati nelle riunioni dove sono tutti e tre presenti.

Lucio ha paura.

“Quanto ci metteranno a distruggere l’azienda e la solidità che ho costruito in tanti anni?”

chiede, sapendo che non c’è risposta.

 

Continuare l’attività di famiglia

Ci possono essere tanti aspetti da valutare dietro una  situazione di questo tipo, tra cui, anche, i rapporti familiari di ciascun componente della famiglia con ognuno degli altri.
La complessità c’è, ma quando inizi a rasserenare gli animi su un ambito, anche fosse quello lavorativo, la persona ne guadagna in ogni aspetto della propria vita.

Gli incontri di coaching di gruppo portano i risultati sperati. Lucio, e non solo lui, ma anche ognuno dei figli, si allineano su una nuova modalità di relazione tra loro e diventano molto più sereni. Arriva un po’ per volta la serenità, mano a mano che ognuno di loro affronta nelle riunioni con gli altri familiari le questioni più delicate, ed insieme valutano le alternative e le scelte da intraprendere. Scoprono il valore dell’essere insieme e non da soli. Scoprono che il gruppo può portare a risultati maggiori della somma dei singoli contributi ed aprono il cuore agli altri componenti della famiglia.

 

Business coaching “familiare”

Lucio ora è contento! Finalmente sono insieme, veramente insieme a gestire le situazioni complesse, e non è più preso dal dubbio se allontanare i figli dall’azienda, per salvaguardarne la sopravvivenza. I figli sono con lui e lo supportano.

Anche i figli sono soddisfatti. Anche per loro avere finalmente il proprio spazio, la propria considerazione, il proprio ruolo ed il proprio riconoscimento dà pace e serenità. Non è più la lotta quotidiana a conquistare chissà cosa. È la famiglia, che si muove insieme con l’azienda, per sfide future sempre più allettanti. Insieme, però!