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Come riuscire a separarsi dal marito

Non so se separarmi da mio marito. Come faccio a decidere?

Sono sposata da tanti anni e con due figlie, una della quali adolescente. Mio marito ha un’amante da circa dieci anni. Non me lo ha raccontato lui, ma l’ho scoperto. Lui non sa che io so. Ho sopportato per le nostre figlie e perché non so che fare. Mi separo o no? Riuscirò ad andare avanti senza di lui?

Maria è il nome di fantasia scelto per raccontare questa storia, proteggendo le diverse persone protagoniste di questa vicenda.
Nome non a caso: il nome di donna, metafora di carichi gravosi e con essi anche di rinascita a nuova vita.
È imprenditrice, Maria, socia di un’attività metalmeccanica, dirige il reparto produzione composto da dipendenti uomini.

È in un mondo maschile, in un ruolo maschile, con uomini da dirigere e con il socio, uomo anche lui. Lei che le figure maschili le ha sempre subite: dal padre al marito, con cui non riesce a parlare proprio, a causa dell’atteggiamento remissivo di Maria nei confronti degli uomini.

 

Dal business coaching al life coaching

Maria arriva da me con questa richiesta di Business coaching: si sente confusa nel lavoro. Non sa più come organizzare il lavoro, si sente poco riconosciuta dal socio-uomo e dai dipendenti uomini.
Dopo un paio di incontri in cui le conversazioni sono centrate sulle tematiche professionali, cioè Business coaching, Maria rivela per la prima volta la situazione che vive a casa con il marito.
È da anni che i rapporti con il coniuge sono incastrati. Lei sa che il marito ha un’altra donna. Non ne hanno mai parlato, perché Maria non sa dal marito. Se ne è accorta lei in prima battuta, finché qualcuno di esterno alla famiglia non le ha dato conferma.

Maria è molto addolorata: comprende la lontananza del marito. Ha taciuto in tutti questi anni per non creare imbarazzi e tensioni in famiglia, ma ora … fa fatica a continuare a sopportare.

 

Marito tradisce la moglie: la solitudine in famiglia

La voce s’incrina, tentenna, abbassa lo sguardo quando racconta del marito e dell’amante e delle figlie da proteggere e della suocera e della cognata, che sente tutte contro di lei e quanto meno con atteggiamenti ambigui nei suoi confronti.

È ancora più in difficoltà quando ammette che non riesce più a sostenere questa situazione, in cui lui nega di avere un’altra donna.
Non sa Maria per quanto potrà accettare ancora questa situazione ed è per questo che me ne parla.

Ha bisogno del confronto. Ha bisogno di parlare. Ha bisogno di capire come affrontare una situazione così complessa sia dal punto di vista emotivo sia per la molteplicità dei soggetti coinvolti, soggetti a cui è legata a doppia mandata da rapporti di affetto molto intimi.

 

Come avere il coraggio di separarsi: il percorso con il life coach

Vuole risolvere questa situazione, Maria. Vuole riconoscere una nuova vita a lei, ed in fondo anche al marito, senza creare difficoltà emotive e di altro genere alle figlie.

Si chiede se si può. Si chiede se c’è un modo per uscire da questo bivio o se il suo destino è segnato dal dover sopportare per proteggere le figlie.

È così che il percorso iniziato dal Business diventa Life coaching. Accade sovente nei percorsi di coaching che l’obiettivo si trasformi strada facendo, e che si passi da una tematica all’altra, a dimostrazione del fatto che l’essere umano è un tutt’uno ed è disorientato nel Life sia nel Business anche se ciò che vuole raggiungere è temporaneamente in uno dei due settori. È solo questione di tempo, perché arrivano tutte e due le richieste in poco tempo.

 

Come affrontare un divorzio: il confronto con i familiari

È un confronto lento e sofferto, quello con Maria, che procede a piccoli passi. È una conversazione che passa per ammettere a se stessi la delusione delle proprie scelte fatte nel passato, che nel tempo si modificano a causa di tanti eventi che intervengono.

È l’analisi di alcune situazioni e di come sono state affrontate.
È il racconto delle scarse conversazioni che è riuscita ad avere con il marito, che a volte si sono concluse con conflitti ed altre volte con lo sminuire, per parte del marito, le impressioni e le sensazioni di Maria e che per lei è perfino più doloroso del litigio.

Eppure, un po’ per volta, Maria si prepara ad affrontare il coniuge: cosa gli dirà, come gli parlerà della sua volontà di separarsi, perché ora ha deciso e sa che questo è ciò che vuole.

Ci sono voluti diversi incontri in cui ha riflettuto sulla possibilità di separarsi, così come su quella di proseguire con la vita coniugale attuale.

La scelta di Maria è per la separazione. Ora c’è da parlarne al coniuge. Bisognerà dare tempo anche a lui di meditare la scelta ed accettarne le conseguenze.

Poi ci sarà anche da comunicarlo alle figlie, con serenità, senza drammi, possibilmente.

Poi ci saranno i confronti con le famiglie d’origine, quella del marito e la sua. Cosa dirò loro. Chi dirà – cosa – a chi? Come la prenderanno?

 

La paura del “cosa succederà adesso?”

Come si può affrontare la separazione con serenità, con leggerezza, senza aggravare ulteriormente il peso già greve, che inevitabilmente hai sullo stomaco in questi casi?

Maria ci riesce. Lei che non riusciva a parlare né al marito e neanche al padre e figurarsi al fratello, peraltro suo socio nell’azienda, un giorno – in scioltezza – trova il modo di aprire il discorso con il marito.
È sorpresa lei stessa di esserci riuscita. Non era pianificato il quando.
Eppure un giorno, improvvisamente, Maria si sente pronta ed inizia.

Trova il modo di non far fuggire il marito dall’affrontare questa conversazione così spinosa per l’ennesima volta sulla separazione.
E riescono a parlarsi. Riescono a confrontarsi sulle aspettative, sulle delusioni e ad essere solidali come coppia, nella loro volontà di separarsi.
Concordano insieme il come dichiararlo alle figlie e alle loro famiglie di origine.
Sanno che non sarà tutto semplice. Sanno che possono aspettarsi quanto meno la sorpresa negli altri e forse anche la paura del “cosa succederà adesso”.

È Maria che supporta la coppia in questa delicata fase. È Maria la più pronta ad affrontare la situazione ed è Maria che costruisce il binario, affinché tutto avvenga nel migliore dei modi per ciascuno.

 

Come riuscire a evitare discussioni e conflitti

E così è. Ci è riuscita, Maria. La coppia dichiara prima alle figlie e poi alle rispettive famiglie la loro volontà e riescono ad impostare una separazione consensuale, così da evitare discussioni e conflitti che ricadrebbero a cascata sugli altri.

Sono tanti gli aspetti e le valutazioni da fare nei casi delle separazioni coniugali. C’è il modo per affrontarli senza caricare ulteriormente di dolore e tristezza, oltre quella che naturalmente c’è.

Se vogliamo tutelare noi stessi, l’altro e soprattutto i figli, possiamo avere bisogno del supporto esterno di un professionista. In questo caso, basta scrivere a info@lauramarinelli.it e valuteremo insieme la migliore soluzione da adottare.

Sentirsi emarginati in famiglia

Cosa accade in noi quando viviamo un’esclusione? Ci chiudiamo in noi stessi o troviamo la forza per reagire? Quanto facciamo cadere su di noi la colpa di ciò che accade e quanto siamo oggettivi nel valutare le responsabilità di ognuno? Ed infine, come ne usciamo?

Questa volta ti racconto la storia di Antonietta. È sposata da diversi anni con un uomo di cui è innamorata. È una donna di mezza età, hanno avuto due figli e la coppia è ben salda.

Sentirsi emarginati in famiglia

Qualcosa nella vita di Antonietta non va come lei vorrebbe. Si sente esclusa dalla famiglia del marito. Racconta che la suocera la fa sentire marginale, come una persona la cui opinione non solo non è importante, ma a cui dare così poco peso da non essere neanche presa in esame.

Non va meglio neanche con le cognate, le sorelle del marito, dalle quali riceve un messaggio molto simile di scarsa considerazione, nonostante un’età ed una cultura molto più simile alla sua.

Antonietta ha avuto diversi successi professionali: è stato ed è attualmente Responsabile delle Risorse Umane di importanti aziende nazionali ed internazionali; ha una bella famiglia solida ed unita; ha uno splendido rapporto con il coniuge, anche se il tarlo di un ridotto apprezzamento da parte di questo entourage familiare le dispiace e qualche volta crea frizioni con il coniuge.

È una donna molto attenta ed intuisce che i piccoli screzi vanno analizzati, pesati e considerati, ben prima che diventino voragini. È una delle poche persone che chiede aiuto quando le cose funzionano abbastanza bene, anche se non splendidamente. In genere le persone chiedono aiuto quando il dramma … è già scoppiato!

Antonietta piange quando arriva a dire che lei non chiede facilmente aiuto e se lo fa, è proprio perché non regge più la situazione. Ha avuto difficoltà ad ammettere a se stessa, che si sente ferita molto intimamente dall’atteggiamento dei suoi familiari, lei che professionalmente riceve invece tanti messaggi positivi di valore – alto – di considerazione e di stima, da tante persone diverse e di ruoli, anche apicali.

Il dolore della solitudine in famiglia

È profondamente triste quando arriva a sentire il suo dolore, così intimo, così profondo, così poco conosciuto. È un dolore tutto suo, vissuto nella solitudine, visto che non vuole parlarne al marito, per non farlo sentire in difficoltà. Non ne parla neanche con le amiche, perché intuisce che forse non saprebbero come supportarla, lei che è una persona esigente e molto attenta e per questo, non facile da essere affiancata.

È da questa profonda tristezza, toccata e poi ammessa, che inizia la risalita.

Il percorso di consapevolezza di Antonietta

Antonietta inizia a riconsiderare atteggiamenti, comportamenti, frasi e stati emotivi sia suoi sia delle cognate e della suocera. Aumenta la consapevolezza su alcune dinamiche che stavano accadendo nella sua famiglia.

Intuisce che con le cognate ci possono essere più confronti, non solo quello professionale, e così con la suocera, con cui ci possono essere più livelli di paragone, sia da parte della suocera sia da parte sua e questo vale anche per il coniuge.

Iniziamo a lavorare sul suo percorso di consapevolezza sui diversi aspetti che entrano in gioco in questa situazione.

È la stessa Antonietta a sintetizzare cosa è accaduto e mi dice:

“Non è smesso di piovere. Ho capito che devo aprire l’ombrello quando piove, perché la pioggia … io non la governo!”

Se anche tu ti senti escluso dalla tua famiglia, o magari dai colleghi, o forse dagli amici e vuoi cambiare marcia, contattami scrivendo a info@lauramarinelli.it e valutiamo un percorso di evoluzione calibrato sul contesto che tu stai vivendo.