Sentirsi emarginati in famiglia

Cosa accade in noi quando viviamo un’esclusione? Ci chiudiamo in noi stessi o troviamo la forza per reagire? Quanto facciamo cadere su di noi la colpa di ciò che accade e quanto siamo oggettivi nel valutare le responsabilità di ognuno? Ed infine, come ne usciamo?

Questa volta ti racconto la storia di Antonietta. È sposata da diversi anni con un uomo di cui è innamorata. È una donna di mezza età, hanno avuto due figli e la coppia è ben salda.

Sentirsi emarginati in famiglia

Qualcosa nella vita di Antonietta non va come lei vorrebbe. Si sente esclusa dalla famiglia del marito. Racconta che la suocera la fa sentire marginale, come una persona la cui opinione non solo non è importante, ma a cui dare così poco peso da non essere neanche presa in esame.

Non va meglio neanche con le cognate, le sorelle del marito, dalle quali riceve un messaggio molto simile di scarsa considerazione, nonostante un’età ed una cultura molto più simile alla sua.

Antonietta ha avuto diversi successi professionali: è stato ed è attualmente Responsabile delle Risorse Umane di importanti aziende nazionali ed internazionali; ha una bella famiglia solida ed unita; ha uno splendido rapporto con il coniuge, anche se il tarlo di un ridotto apprezzamento da parte di questo entourage familiare le dispiace e qualche volta crea frizioni con il coniuge.

È una donna molto attenta ed intuisce che i piccoli screzi vanno analizzati, pesati e considerati, ben prima che diventino voragini. È una delle poche persone che chiede aiuto quando le cose funzionano abbastanza bene, anche se non splendidamente. In genere le persone chiedono aiuto quando il dramma … è già scoppiato!

Antonietta piange quando arriva a dire che lei non chiede facilmente aiuto e se lo fa, è proprio perché non regge più la situazione. Ha avuto difficoltà ad ammettere a se stessa, che si sente ferita molto intimamente dall’atteggiamento dei suoi familiari, lei che professionalmente riceve invece tanti messaggi positivi di valore – alto – di considerazione e di stima, da tante persone diverse e di ruoli, anche apicali.

Il dolore della solitudine in famiglia

È profondamente triste quando arriva a sentire il suo dolore, così intimo, così profondo, così poco conosciuto. È un dolore tutto suo, vissuto nella solitudine, visto che non vuole parlarne al marito, per non farlo sentire in difficoltà. Non ne parla neanche con le amiche, perché intuisce che forse non saprebbero come supportarla, lei che è una persona esigente e molto attenta e per questo, non facile da essere affiancata.

È da questa profonda tristezza, toccata e poi ammessa, che inizia la risalita.

Il percorso di consapevolezza di Antonietta

Antonietta inizia a riconsiderare atteggiamenti, comportamenti, frasi e stati emotivi sia suoi sia delle cognate e della suocera. Aumenta la consapevolezza su alcune dinamiche che stavano accadendo nella sua famiglia.

Intuisce che con le cognate ci possono essere più confronti, non solo quello professionale, e così con la suocera, con cui ci possono essere più livelli di paragone, sia da parte della suocera sia da parte sua e questo vale anche per il coniuge.

Iniziamo a lavorare sul suo percorso di consapevolezza sui diversi aspetti che entrano in gioco in questa situazione.

È la stessa Antonietta a sintetizzare cosa è accaduto e mi dice:

“Non è smesso di piovere. Ho capito che devo aprire l’ombrello quando piove, perché la pioggia … io non la governo!”

Se anche tu ti senti escluso dalla tua famiglia, o magari dai colleghi, o forse dagli amici e vuoi cambiare marcia, contattami scrivendo a info@lauramarinelli.it e valutiamo un percorso di evoluzione calibrato sul contesto che tu stai vivendo.

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