Come affrontare un divorzio con un coach

La separazione è un evento che porta con sé tante paure: quella dell’abbandono, quella della sconfitta, quella dell’accettazione sociale, quella di rimanere soli. A volte la separazione la decidi tu, altre volte la subisci con tutto il carico di odio, rabbia e delusione che si trascina con sé. Poi ci sono i figli e le famiglie d’origine, nonché tutto il mondo degli amici e conoscenti a cui comunicare il nuovo stato civile.

Come supero la paura di separarmi

Il dolore della separazione è assimilato a quello del lutto, nel senso che è un vero e proprio lutto e come tale richiede un tempo lungo, qualche anno, per superarlo se chiedi aiuto. Se poi non ti fai aiutare, ci puoi mettere anche più di dieci anni a metabolizzare il dolore.
Dopo aver scritto un articolo sul coraggio di separarsi, in questo affrontiamo la paura della separazione e quali sono le conseguenze, come superare la rabbia della separazione e come affrontarne una non voluta.
Vediamo queste situazioni con le storie di due persone che ho seguito nello stesso periodo. Non si conoscono e le chiameremo Michele e Paola, a tutela della loro privacy.
Mi hanno chiesto aiuto per temi completamente diversi.

Michele non riesce a parlare con il figlio adolescente.
Paola chiede aiuto per il lavoro, perché è in totale confusione e non riesce più a portare avanti il lavoro di responsabile della produzione di un’azienda meccanica, che ha sempre svolto con grande efficacia e metodo.
Quindi, penserai, siamo in una situazione di Life coaching nel primo caso, e di Business coaching nel secondo.
Così appare inizialmente, ma dopo pochi incontri si rivelano le vere richieste per parte di ognuno. Ambedue hanno deciso di separarsi e sono tutti e due nella fase in cui intimamente la decisione è presa, ma non ancora comunicata neanche al coniuge.

I dubbi pre-separazione

I dubbi sono tanti: lo faccio veramente o mi fermo? Come faccio? Da chi inizio? Come reagirà? Come reagiranno i figli? E gli altri?
Trovare la reale motivazione della richiesta di aiuto è un po’ come trovare il bandolo della matassa. Penserai che è un caso raro, perché in genere chiediamo aiuto con una motivazione molto chiara.
Tutt’altro! È frequentissimo chiedere aiuto senza conoscere o senza dichiarare la reale causa. Questo per diversi motivi.
Il primo è che in genere chiediamo aiuto dopo aver provato da soli ad organizzarci il pensiero e le azioni senza riuscire. In questo tempo in cui agiamo diversi tentativi, lo stress si accumula e lo stato di confusione aumenta, invece che diminuire per cui, chiediamo aiuto quando la confusione è davvero tanto alta e la frustrazione altrettanto.
Secondo: non racconti le tue questioni intime, quelle che fai fatica a confessare anche a te stesso, al primo che incontri. Dare fiducia ad un professionista richiede proprio quei primi tre o quattro incontri, alla fine dei quali sei pronto ad aprire il cuore e l’anima.

Il ruolo del coach

Sia che tu ne sia consapevole, sia che tu sia inconsapevole della vera richiesta, è il coach che a questo punto ti aiuta a scegliere la giusta direzione del percorso di coaching, che dovrà partire dalla separazione per poi affrontare gli altri aspetti che in ogni caso vengono coinvolti.
È stato così anche per Michele e Paola ed è così per ogni persona che affronta la separazione con l’aiuto di un coach.
E ricorda, non importa da dove inizia il percorso. L’importante è che inizi, così velocemente riacquisti serenità e pace e ne fai dono anche a tutti gli altri intorno a te!

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