Paura della reazione del marito - Life coaching

Non riesco a parlare con mio marito. Mi fido di te, aiutami!

È la richiesta di aiuto di Eva, nome immaginario, della donna che chiede un incontro per risolvere alcuni dubbi che da un po’ la affliggono, e capire se il percorso di Life coaching può aiutarla.
Dietro una richiesta di questo tipo ci sono molti aspetti da valutare.

 

Gestire la paura con il life coach

Il primo è cos’è la paura. È un’emozione utile, estremamente utile, perché legata alla nostra sopravvivenza. I neuro scienziati hanno dimostrato che il nostro cervello è strutturato per farci sopravvivere e la paura è proprio quell’antenna estremamente sensibile al rischio e alla valutazione delle condizioni in cui agiamo, che assicura la nostra conservazione. In questo senso dovremmo essere tutti più sereni nei confronti delle paure in genere ed accogliere per quello che sono: segnali di allarme.

Il punto critico è che non devono bloccare il nostro agire, ma farci riflettere una volta in più, invece che una in meno.
Troppo spesso, invece, riescono a fermarci.

 

Gestire il parlare – Esporsi all’altro

Poi c’è il parlare. Cosa è parlare?
È esporsi all’altro, con cui con-dividiamo idee, pareri, pensieri e dubbi. In questa situazione c’è la paura del giudizio altrui, che è sempre in agguato, e di cui ho scritto nel post “Come superare la paura di parlare in pubblico“.

Inoltre, hai paura di parlare solo nei confronti di un soggetto o di più persone?

 

La paura del giudizio – Life coaching a supporto

E nel caso di più persone, è riferita ad una stessa tipologia di persone o a diverse? Esempio, hai paura di parlare solo agli uomini? Oppure sia a uomini sia a donne? Oppure a persone che, per il ruolo che ricoprono, hanno un certo potere su di te?
La paura del giudizio va spesso a braccetto con il senso di inadeguatezza o con la mortificazione, che l’altro potrebbe farti sentire. Su questo aspetto puoi leggere l’articolo “Non dormo per le preoccupazioni che ho sul lavoro. Come ne esco?” sul senso di inadeguatezza, che possiamo vivere nei contesti di lavoro e che racconta come le nostre preoccupazioni, se non riusciamo ad allentarle e a circoscriverle, possono diventare quella che io definisco “la panna che monta da sola”, cioè un sistema che si autoalimenta e che fa sì che il circolo disfunzionale di inadeguatezza – paura – mortificazione si riproduca continuamente, minando la nostra sicurezza e perfino, se protratta a lungo, la nostra identità.

Figurati poi se la paura di parlare è, come nel caso di Eva, legata alle figure maschili in genere, che include ovviamente anche il marito, quando sta anche considerando se separarsi, con tutti i dubbi che questa valutazione comporta e di cui ho scritto in questo articolo sul come trovare il coraggio di separarsi.

Dare risposta a questi interrogativi fa capire al coach come pianificare la strategia d’intervento per provocare il cambiamento nel coachee. Ed è stato così che Eva è riuscita a prepararsi alla conversazione con il coniuge. Conversazione che Eva stessa ha indotto e che ha gestito così bene da riuscire a non usare, e neanche a provocare, aggressività, risentimento e diffidenza, sentimenti che bloccano le discussioni invece che agevolarle.

È a questo che serve un percorso di life coaching: a superare la paura bloccante di qualcosa o di qualcuno. Nel giro di qualche incontro individuiamo in quali circostanze le tue paure si attivano e definiamo gli attivatori del tuo cambiamento. La splendida notizia è che funzionano subito e che ti danno immediatamente quel senso di leggerezza e di efficacia, che Eva ha sintetizzato in:

Non so come ho fatto, ma ci sono riuscita e ne sono molto orgogliosa!

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