Prendersi cura di se stessi

Le persone parlano degli attacchi di panico come se fossero mostri che arrivano da altri mondi. Invece, dipendono da noi stessi. Sono le nostre paure, sono i nostri sensi di colpa che, covati per tempo e mai alleggeriti, diventano quelle esplosioni di sintomi vari che turbano e disturbano la persona, facendola sentire sempre più in balia dell’ignoto. La buona novella è che possiamo cambiare queste situazioni. Basta volerlo e decidersi a prenderci cura di noi stessi.

Prendersi cura di sé: istruzioni per l’uso

Sempre più frequentemente mi capita di avere a che fare con persone che si lamentano degli attacchi di panico, dello stress e dell’ansia.
Possono avere varie forme e rientrano tutte nella stessa dinamica: difficoltà a prendersi cura di se stessi.
Che significa prendersi cura di sé e come si fa?

Prendersi cura di sé – Il caso di Antonietta

È quello che affrontiamo oggi con la storia della studentessa, che racconta di avere attacchi di panico prima delle verifiche e non sa spiegarsi come mai.
Lavorare con i giovani e fare life coaching con loro è una delle attività più gratificanti per me. Hanno quell’atteggiamento puro, anche quando sono spigolosi, e vedere i loro sguardi modificarsi durante gli incontri e diventare mano a mano più sorridenti e sereni appena capiscono che non sono tutti da buttare, come spesso essi stessi pensano, rincuora loro e gratifica me.
Antonietta è la studentessa di scuola superiore che arriva da me spinta dalla madre che non sa più come supportare e forse anche sopportare la figlia che ad ogni verifica, scritta ed orale, ha attacchi di panico.
È proprio Antonietta a raccontarmi di come si manifestano ed è proprio lei a manifestare la sua incredulità, perché ha compreso che arrivano solo sotto verifica.

Non in altri giorni, quando le verifiche non ci sono. Non sopraggiungono quando litiga con i genitori o il fratello, piuttosto che le amiche. E neanche quando aveva le partite dello sport praticato, quando ancora si poteva giocare, prima dello stop dettato dall’emergenza sanitaria.
Ridendo ammette lei stessa che sono attacchi che definisce “intelligenti”, nel senso che si palesano al momento opportuno e non a caso. Proprio e solo … quando servono.

 

Cosa fare per se stessi quando l’ansia divora

Così, ridendo, iniziamo a valutare spiritosamente e con leggerezza lo strano comportamento dei suoi attacchi di panico e la loro misteriosa intelligenza selettiva ed acutissima nello scegliere i momenti appropriati per apparire.
Antonietta, ragazza sagace divertente, un po’ ride ed a volte si fa seria. Ogni tanto colgo il dubbio nello sguardo della diciassettenne, che riflette sulle strane coincidenze che le capitano in coincidenza delle verifiche.
La ragazza è sveglia e birichina. Ha intuito che qualcosa dipende da lei, ma non si orienta nel tumulto delle emozioni che la colgono durante l’incontro e che rispecchiano le incertezze ed i dubbi degli adolescenti.

“Sarò adeguata? Dipenderà da me o dal professore troppo severo?”

Tante considerazioni e tanti ragionamenti per renderla consapevole di quale sia la sua dinamica e di come in lei si innesca il meccanismo degli attacchi di panico.
Fino a quando scoppia in una fragorosa risata. Ha capito.

 

Lavorare sulla consapevolezza – Come prendersi cura di se stessi

Inizia a prendere in giro se stessa ed inizia a raccontare i possibili scenari di come possono formarsi e poi esplodere questi attacchi.
Così racconta con una storia fantastica ed immaginaria, dimostrando peraltro grande attitudine all’umorismo, di cosa e di come accade in lei, ciò che appare come attacco di panico.
Ed è sulla consapevolezza acquisita di come lei stessa funziona che, ridendo, mi saluta dicendo che ora deve andare, perché ha capito cosa deve modificare e non vede l’ora di iniziare, anche perché ha tanto lavoro da fare ora.

Se anche tu hai attacchi di panico o ti senti vittima dell’ansia o di stress eccessivo, sappi che sono situazioni modificabili. Dipende da te. Se decidi che è giunta l’ora di prenderti cura di te, raccontami la tua situazione scrivendo a info@lauramarinelli.it e vediamo cosa fare.
Altrimenti continua a lamentarti e quando avrai capito che le persone intorno a te sono stanche di sentirti lamentare e ti stanno anche evitando, allora ricordati di questo articolo e decidi se è ora di fare qualcosa per te, oltre che piangerti addosso.

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