Paura di fallire nel parlare

Rientri nel mondo del lavoro dopo un periodo di inattività. Come ti senti? Come ti prepari alla nuova sfida del presentarti alla struttura? Su cosa poni la tua attenzione?

Inizi a pensare:

Devo fare la mia prima presentazione da direttore ed ho paura a parlare allo staff. Mi accetteranno?

Cosa significa fare il primo discorso da direttore ad una nuova struttura? È solo un mettersi in evidenza o c’è anche altro? Quanto conta la tua insicurezza, sviluppata nel periodo d’inattività, e quanto si percepisce dall’esterno? Come prepari le tue carte quando sai che hai una sola mano da giocare, perché non ce ne sarà un’altra?

Qual è il tuo obiettivo? Cosa vuoi che rimanga in chi ti ascolta?

In questo articolo vediamo, insieme a un caso reale, i primi suggerimenti per non sbagliare una presentazione importante.

Se vieni allontanato per il tuo pensiero

Frediano è un dirigente di una organizzazione territoriale diffusa su tutto il territorio nazionale. È stato allontanato dalla sede dove era stato incaricato, per aver mostrato la sua contrarietà ad alcune scelte che non condivideva.

Frediano è deluso e teme di non riuscire a rientrare nel mondo del lavoro considerando la sua età ed il non essersi piegato al volere dei responsabili. Ha una famiglia da mantenere, le due figlie che studiano all’Università, la moglie che lavora nella città dove abitano, un tenore di vita familiare alto, abituati dall’ottimo compenso di Frediano.

Passano i mesi e Frediano è sempre più preoccupato, perché all’orizzonte non c’è nessun incarico e l’allontanamento dalla posizione di responsabilità ha minato la sua sicurezza ed anche la stima in se stesso.
Inizia a porsi interrogativi a cui non trova risposta: chi sono io? Come è possibile che mi abbiano addirittura allontanato dal lavoro per aver detto che non sono d’accordo? E tutto quello che ho fatto prima, dove è finito? Le buone scelte che mi hanno riconosciuto nel passato, quanto sono state considerate e dove sono finite in nelle valutazioni che hanno portato al mio allontanamento?

 

Il reintegro e il nuovo incarico: il senso di insicurezza

Poi arriva la notizia: c’è una possibilità! Ritorna al lavoro! C’è per lui un altro incarico in tutt’altra regione ed in una sede dove ci sono problemi diffusi di demotivazione del personale, di presenza sul mercato inadeguata con servizi e modalità vetuste. Insomma affidano a lui una situazione complicata, che è costata l’allontanamento del predecessore.

Ha la voce che trema quando racconta queste cose. Si percepisce che la sicurezza è minata e che la paura di fallire sovrasta la consapevolezza del poter fare bene, come avvenuto in passato.

E poi la zona è diversa da quella in cui vive e quindi poco conosciuta a lui. Anche le persone da gestire non le conosce. In compenso gli hanno spiegato bene lo stato di forte demotivazione del gruppo. Con i suoi responsabili ha avuto solo un incontro ed ha percepito in modo forte e chiaro che per lui questa è LA possibilità, probabilmente l’unica. Della serie, prendere o lasciare, e prendere significa accollarsi molti rischi e quindi … preoccupazioni.

La prima uscita pubblica in cui sarà presentato a tutti, dipendenti e dirigenti, è stabilita: gli comunicano il giorno, l’ora e la città. Che fare?

 

Parlare in pubblico: la paura di fallire

È abituato a parlare in pubblico, lo ha fatto tante volte e tutto filava via liscio.

Questa volta è diverso. È talmente impaurito Frediano, che neanche pensa di intervenire. Puoi essere presentato come nuovo direttore e non dire nulla? Che idea si possono fare gli altri di te se vieni presentato in un ruolo apicale e non dici nulla? E se decidi di dare il tuo contributo: cosa dici? Come lo dici? Ti fai vedere molto sicuro di te e dai già alcune direttive o scegli un altro stile ed eventualmente quale?

Sono situazioni molto delicate dove il punto di equilibrio è difficile da individuare, dovendo giocare tra strategie, organigrammi, relazioni, motivazione, impressioni, costruzione della fiducia e della speranza, tanto per indicare alcune delle variabili che entrano in gioco.

 

Identificare gli obiettivi

Il primo suggerimento che mi sento di dare a chi si trova in una situazione simile a questa è di identificare qual è l’obiettivo personale che si vuole raggiungere e solo dopo soffermarsi sull’obiettivo per i partecipanti. In altre parole chiedersi “cosa voglio ottenere io da questo evento” e a seguire “cosa voglio che ricordino i partecipanti”.

Dalle risposte a queste due prime domande metterai a fuoco alcuni principi che ti guideranno nella preparazione che ovviamente è necessaria, se non vuoi fallire l’occasione.

Da queste due prime domande otterrai anche indicazioni su alcuni contenuti che vorrai trasferire agli astanti, che si faranno una prima idea di te.
Su quest’ultimo aspetto ricorda che non è sufficiente un’ottima presentazione con un buon impatto grafico, che è quello che predispone bene l’interlocutore nei tuoi confronti e che ci deve essere.
Conta tanto anche il come dici le informazioni che vuoi trasferire.

Rifletti: quanto conta una voce tremante? Quanto conta un tono basso di voce, basso, ma così basso, che sembri aver paura di parlare? Quanto conta il non riuscire a sostenere lo sguardo dei partecipanti?

 

Parola d’ordine: preparazione

La preparazione è necessaria e doverosa in qualsiasi occasione, a maggior ragione sul primo incontro che segna l’avvio della relazione con ognuno dei partecipanti. E come vuoi che parta questa relazione: depotenziata o con la luce di una speranza ritrovata negli occhi di chi ti ascolta?

La coerenza tra ciò che diciamo (verbale) ed il come lo diciamo (paraverbale e non verbale) determina l’impressione generale in chi ascolta e la considerazione finale che si farà su di te. È per questo che dobbiamo prepararci con grande cura, sia nell’approntare il discorso sia nel provarlo più e più volte.

È solo così che si conquista credibilità e fiducia dell’interlocutore.

In conclusione, ricorda questa considerazione che è veramente importante: quando devi fare una presentazione di valore, da cui i partecipanti devono capire chi sei – cosa fai e soprattutto come lo fai, cioè devono acquisire fiducia in te ed evitare che vadano da altri, allora il discorso va preparato non bene, benissimo!

Dobbiamo preparare la struttura del contenuto dell’intero intervento; dobbiamo identificare i messaggi chiave della presentazione e come ritornarci; dobbiamo studiare come sottolinearli mano a mano per essere tanto, ma proprio tanto efficaci.

Le mie competenze tra giornalismo, public speaking e comunicazione non verbale saranno tutte a tua disposizione!

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