Da una ricerca svolta da Assosalute è emerso che quasi 9 italiani su 10 soffrono di problemi legati allo stress.

L’85% degli intervistati ha ammesso di soffrire negli ultimi sei mesi di almeno un disturbo, mentre il 45% ha dichiarato di averne avuti tre o più.

Sono le donne ed i giovani ad essere più colpiti da questi tipi di disturbi: mal di testa e stanchezza risultano essere quelli più diffusi, seguono mal di stomaco, tensione muscolare, insonnia e ansia (se vuoi, puoi leggere l’approfondimento di quest’ultima nel mio precedente articolo).

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Anche tu sei affetto da questi disturbi e vorresti sconfiggerli una volta per tutte? Contattami, insieme troveremo la soluzione per combatterli e farti ingranare quella marcia in più!

Nel frattempo, ti invito a scoprire di più su come riconoscere lo stress da lavoro: la sua definizione, i campanelli d’allarme e le sue conseguenze.

Come riconoscere lo stress da lavoro: due facce della stessa medaglia

Come dicevo poco fa, lo stress è particolarmente diffuso nella nostra società poiché è orientata soprattutto verso il lavoro.
In realtà, questo disturbo assume due valenze: una positiva, il cosiddetto eustress ed una negativa, il distress.
La prima la possiamo classificare come una forma di energia positiva, che fa bene al corpo ed alla mente perché serve per affrontare al meglio le sfide della vita o a portare a termine un progetto. La seconda forma invece, quella negativa, può provocare nelle persone una tale tensione che impedisce loro di vivere e di godersi la vita, rendendole irritabili, ansiose, arrabbiata e tanto altro.

Per essere precisi, ti posso dire che esistono principalmente 3 fasi che determinano il modo in cui la persona reagisce allo stress:

La fase di allarme

Si tratta della fase in cui il fattore stressante suscita nell’organismo un senso di allerta vero e proprio che porta a dei processi psicofisiologici come ad esempio, l’aumento del battito cardiaco, sudorazione eccessiva ed iperventilazione.

Fase di resistenza

Per fase di resistenza sto parlando di quando l’organismo si adatta a una situazione del genere e gli indici fisiologici si normalizzano. Per esempio, hai presente quando si dice che sotto stress si lavora meglio? Non si sta dicendo una fesseria: è in questa fase, che non può durare a lungo, in cui l’organismo riesce a reggere.

Fase di esaurimento

In quest’ultima fase, il corpo non riesce più a reggere la situazione, né a difendersi e viene a mancare la capacità di adattamento alla situazione che aveva nello step precedente. Come ben capirai, l’esposizione prolungata a una situazione di stress può provocare la nascita di malattie psichiche e fisiche.

I 6 campanelli d’allarme dello stress da lavoro

Ci sono 6 fattori principalmente che determinano lo stress da lavoro e sono:

  • Fattori che riguardano il ruolo che si ha in azienda
  • Rapporti interpersonali con i colleghi ed il datore di lavoro
  • Clima lavorativo
  • Clienti
  • Carriera
  • Carichi di lavoro inadeguati

Per poter parlare di stress da lavoro è essenziale dimostrare che questo è stato causato direttamente ed esclusivamente da uno di questi sei fattori.

Consigli per sapere cosa fare in caso di stress da lavoro

Uno dei primissimi consigli che mi sento di darti per sapere cosa fare nel caso avvertissi i primi campanelli d’allarme, è quello di contattarmi perché possiamo fare il test dello stress e così avere un’indicazione quantitativa del punto in cui sei. Questo lo possiamo fare anche a distanza, collegandoci in skype. Se il risultato dovesse essere meritevole di attenzione, ti darò una serie di indicazioni ed alcuni esercizi per farti scaricare lo stress velocemente e da qui farti ripartire ingranando un’altra marcia!

Altra indicazione potrebbe essere di parlarne direttamente con il proprio datore di lavoro o team manager o con le HR per capire insieme se, il carico di lavoro che stai portando avanti si può alleggerire o vedere se farti affiancare da qualcuno. La parolina magica è: organizzazione! Pianificare il tutto in modo da non farti vivere o rivivere determinati ritmi. Attenzione che non tutte le aziende sono così aperte a queste valutazioni e quindi, prima di agire, rifletti se è il caso.

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A livello personale, è necessario acquisire una certa consapevolezza di cosa ti sta davvero stressando, quali sono le fonti di stress più importanti e che cosa ti preoccupa maggiormente. Poi, occorre studiare l’ambiente circostante nel quale si lavora e comprendere che ci sono cose che possono dipendere da te ed altre che non puoi controllare.

Se la situazione è più grave e diventa insostenibile, non farti prendere dal panico, non te lo meriti, anzi, ti consiglio di contattarmi per trovare gli strumenti giusti per “vedere la luce fuori dal tunnel”.

Quali sono dunque le principali conseguenze generate dallo stress lavorativo?

Molte di queste potrebbero essere di tipo fisico o organico, come ad esempio:

  • Mal di testa
  • Digestione difficile
  • Gastrite
  • Dolori muscolari senza grosso affaticamento fisico

Inoltre le manifestazioni dello stress, soprattutto se prolungate nel tempo possono determinare nella persona una compromissione delle funzioni emotive:

  • Reazioni d’ansia
  • Depressione
  • Senso di impotenza
  • Disperazione

Le conseguenze da stress da lavoro di tipo emotive vanno a braccetto con quelle cognitive come:

  • Difficoltà di concentrazione e di memoria
  • Stati d’animo alterati: aggressività ed irritabilità

Ti rivedi in questo articolo? Non aspettare altro tempo, contattami ed insieme troveremo la corretta via.

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